Sharkline

Metodologia

Come funziona l’analisi delle partite con l’AI

Quello che succede davvero, non quello che si dice

Quattro passaggi, uno dopo l’altro. La parte più interessante succede ai numeri prima che il modello li veda.

  1. 01

    Raccoglie tutto sulla partita

    Per la partita Sharkline prende le statistiche di squadre e giocatori, la forma, lo storico dei precedenti diretti e le formazioni. E come la stessa partita è stata valutata da diverse decine di fonti.

    Una valutazione è l’opinione di una sola azienda. Quando sono decine, si vede cosa valutano le fonti nel loro insieme. E dove le fonti sono in disaccordo tra loro, si nasconde la cosa più interessante.

  2. 02

    Porta le fonti su un’unica scala

    Decine di valutazioni indipendenti non si allineano da sole. Sharkline le porta sulla stessa scala e pesa ciascuna in base a quanto è affidabile, così il risultato rispecchia la partita e non la fonte più rumorosa.

    Il punto non è copiare il numero di qualcuno, ma arrivare a un’unica probabilità confrontabile su cui il modello può basarsi. I punti in cui le fonti sono in disaccordo restano: spesso è lì che si nasconde il segnale.

  3. 03

    Calcola quale esito è più probabile

    Sui numeri ripuliti il modello calcola la probabilità di ogni esito, tenendo conto di forma, formazioni, precedenti diretti e competizione.

    Si appoggia solo a dati reali. Lega di nicchia, poche partite, dati quasi assenti: Sharkline lo dice apertamente invece di inserire una cifra plausibile.

  4. 04

    Mostra quanto è sicura

    Ogni analisi ha una percentuale di certezza. È più alta quando i dati sono tanti e concordano, più bassa quando sono pochi o si contraddicono.

    Accanto c’è un solo motivo per cui la conclusione potrebbe non funzionare. E quando i dati sono davvero pochi, la risposta onesta è: lascia stare. È questo che distingue Sharkline da chi è pagato per dare una risposta sicura ogni giorno.

Cosa l’AI non sa di una partita

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